La vecchia serva attraversava la corte col suo carico di carbone e ancora si udì la voce di lei, nel silenzio:

— Oh santa Vergine, che pazienza!...

Come scomparve, per un istante non si udirono che i cavalli franger la biada.

Passarono Lario e Gildo, i due pastori fanciulli che già avevano raccolte le greggi. Li seguiva il loro cane bianco. Si diressero al lato opposto della corte dove era la loro stanza buia.

Il Vecchio si era fermo in mezzo alla corte come sperduto in un pensiero remoto. Aveva un involto sotto il braccio. Si mosse e si fermò di nuovo. Guardava la terra. Poi disse rivolgendosi a Rinotta e tendendole l’involto.

— Porta questo in casa.

E seguì Lorenzo che si avviava verso i magazzini.

Faceva freddo. La stella del vespero era presso a morire.

Gli animali eran già raccolti nel sonno.

Lario e Gildo ricomparvero e si accosciarono presso il muro a sbocconcellare il loro pane e non parlavano.