— Ecco la bigotta! — fece Cesare ghignando.

E Giorgio che ormai era in calore e gli pareva di rifare il mondo con le sue parole, soggiunse:

— Non ci vorrebbe altro che il vostro Dio per farci ancora più servi!

Ma a questo punto una voce forte gridò:

— Imbecille!

E tutti ammutolirono. Il Vecchio era giunto inavvertito; dietro di lui stava Rinotta.

Colpito dalla parola improvvisa, Giorgio abbassò gli occhi chè non resse lo sguardo del Vecchio, e non fiatò altra sillaba.

Neppure un volto si levò a guardare il sopraggiunto; passò come un gelo improvviso da core a core e l’imbelle volontà del pecorume si sentì soggiogata.

Poi il silenzio non fu più interrotto.

Il Vecchio spartì il pane e sedette a capotavola.