VII.
Si levò. L’ora era prossima. Un brusio sordo, come d’api nel folto di un tiglio in fiore, fu nell’ora antelucana. I lembi delle tende si sollevarono e ne uscirono i compagni suoi. Si mossero carretti e muli, si udì il cupo strepito delle artiglierie trascinate per l’oasi e il rombo di un carro automobile. Ma le genti appena fiatavano, scambiando a voce dispenta i comandi e gli ordini, tra il silenzio e la fiera compostezza che precedono le grandi azioni. In breve tutto si ordinò nella voluta misura.
Ombra era presso Furio Valerio, allineato nei ranghi, muto. Il giovinetto conversava tutto gaio come andasse ad incontrare il suo sole. L’anima era in lui come la luce su l’acqua e la rugiada su l’erba novella. Pareva desse splendore e maraviglia. Passò un ordine sommesso ed ogni breve parola morì. Nasceva l’alba e i soldati si mossero verso l’ignota battaglia, fra due volontà oscure: quella del Condottiero e quella del Destino.
Trascorsero innumerevoli i giovani dalla pelle bronzea, dagli occhi chiari e ciascuno parve un poco simile al compagno come se la sorte e la fede comune li pareggiasse. Guardavano innanzi, faticando fra le sabbie, tutti grigi come vestiti del loro umile eroismo e passavano e dileguavano oltre il varco fra le trincee.
Camminarono a lungo. Le ore passaron come il fiato, inavvertite e il sole fu alto senza che ne avessero misurato il corso.
Camminavano sul fondo di un mare, sopra un aperto sepolcro e tutto era uguale intorno, in una fulva aridità.
Di repente sostarono e si gettaron supini, imbracciando il fucile. Via per l’impietrito mare, di dorso in dorso, in un abbacinante splendore si distendeva il sole fino ai confini chiusi da una foschia albicante e non era forma d’albero o di casa, nulla se non la faccia del deserto, accesa di squallore e di luce. Ma, sul fondo, qualcosa appariva e dispariva nella immobilità senza memoria e senza respiro, come un guizzare di ombre esigue, visibili nello spazio dell’attimo e tosto inghiottite nelle interposte fosse fra dorso e dorso. Si attendeva. I soldati mutavan rade parole:
— Li vedi?
— Sì.
— Quanti saranno?