“Arimondi fu riconosciuto quale generale quando era già agonizzante, ferito in più parti del corpo, ed i nemici, rinunziando alla speranza di poterlo condurre vivo innanzi al Negus, lo finirono sul posto.
“Galliano, invece, fu preso incolume, e camminava fra i vincitori, afflittissimo per la sventura della patria. Ma, presso Adua, rientrò in sè stesso, e gli balenò un’idea che tradusse immediatamente in atto. Quell’anima di bronzo, non spostava di una linea le sue decisioni, avesse contro lui tutte le minaccie e tutta la forza dei nemici. Si abbandonò tranquillamente a terra, ribellandosi agli sforzi dei suoi carnefici, che volevano presentarlo vivo all’imperatore.
“— No, — disse, — non voglio veder la faccia di quel maiale.
“Il Negus lo seppe e, o perchè lo credesse stanco, o per sembrargli generoso, gli mandò un muletto. Galliano lo respinse con parole più sdegnose e più acri.
“Quando Menelick seppe la ferma volontà del colonnello, comandò che glie ne fosse portata la testa.„
“.... Spingiamo più tardi i muli innanzi per raggiungere un uomo che ci precede di passo sicuro e misurato, come se diretto ad una mèta prefissa e inesorabile come il destino.
“Lo raggiungiamo: è il tenente Caruso, il piccolo Ercole di Altavilla Irpina. Figura degna di ammirazione altissima, mantenutasi rigida e disdegnosa anche nel colmo della sventura, tutta un esempio raro di resistenza, di amor proprio, di serietà, di abnegazione direi impossibile. Dopo la giornata di Adua aveva digiunato per più giorni, e, nudo come l’avevan ridotto, aveva la fissazione dolorosa di un’idea e su le labbra un sospiro: la sventura della Patria! Egli fermò un giorno il famoso Clochette, che passava a cavallo fra i nemici, e fieramente gli gridò in volto:
“— Vergogna d’Europa, rifiuto delle nazioni, sei contento di vedere i tuoi fratelli latini trattati così?
“Clochette, annichilito, abbassò gli occhi, non osò rispondere, scomparve.„
Queste sono le parole di un soldato che vide e sofferse la penata vigilia e la prigionia. Da Toselli al tenente Pini, dal maggiore Gamerra al sottotenente Piccinini il martirologio è grande. La robustezza della razza si appalesò allora. Non vi fu vergogna. A volte basta il gesto di un uomo solo a temprare il cuor di una stirpe.