“— Moriremo insieme; ma uno con me me lo porto!
“L’ufficiale ristette un momento.
“— Allora mi siedo, — disse in tono reciso, e sedette.
“— Siedo anch’io, — ripigliò l’ordinanza, e, calmo, al fianco di lui, imitò l’esempio.
“Erano rivolti dalla parte d’onde il nemico saliva; restavano tranquilli in mezzo all’imperversare delle palle. Il soldato continuava a far fuoco, ed il tenente, con la sinistra sul capo di lui, come per proteggerlo, abbassava lentamente la testa sul petto. Li vidi l’ultima volta, distesi tutti e due, l’uno a fianco dell’altro, con un sorriso sulle labbra, reso ancora più bello dagli ultimi raggi del sole che li salutava mentre spariva dietro i monti di Axum.„
“.... Ad una svolta della via una scena di orrore si presentò a’ miei occhi. Ferito e sanguinante in tutte e due le gambe era il colonnello Airaghi, e, accanto a lui, un sergente incolume attendeva il supplizio.
“Il colonnello faceva sforzi sovrumani per impedire lo sfregio; aveva i pugni serrati e si mordeva a sangue le labbra. Invano, che il coltello inesorabilmente tagliava, mentre il volto del martire si torceva in un riso convulso e diabolico.
“— Coraggio dottore, — mi disse Airaghi, — sono questi gli eventi della guerra!
“— Cammini, signor colonnello, pensi per lei che è ferito alle gambe, — risposi, e lo salutai militarmente, ciò che mi guadagnò dal mio aguzzino una sciabolata al polso sinistro. Tirai oltre senza aver la forza di rivolgermi; ma involontariamente mi voltai scosso da un grido che nulla aveva di umano e che era l’ultimo anelito di quel prode!„
“.... Sapemmo ad Adua della sorte toccata al generale Arimondi, ed al colonnello Galliano; noi non sapevamo che fossero morti e chiedemmo i particolari della loro fine. Ci riferirono che per il campo di Adua furono vedute le loro teste portate in giro sulle picche! Quello che ci fu assicurato trovò riscontro nei particolari fornitimi da Grasmac-Joseph.