Chiese:

— Che t’ha detto Paròn Zorzi?

— Niente! — rispose Fortunato.

— Ma dove andiamo?

— Alla malora!

Gugùll, il mozzo, finse di non aver inteso. Riprese:

— Staremo molti giorni in mare?

— Il tempo di farti rinsavire.

N’ebbe a giusta misura. Come s’addiede che Fortunato non avrebbe soddisfatto in alcun modo la curiosità che lo cuoceva si avviò lentamente presso la murata guardando qualche scialbo bagliore sul mare tranquillo. Ma come fu al boccaporto e stava per discendere sotto coperta, in quel che poneva il piede sul primo grado della ripida scaletta, gli apparve innanzi Toni, il murrachin. Era questi un fanciullo di dodici anni, un’aquiletta rapace, astuta e di tranquilla apparenza, che nascondeva, sotto il più chiaro volto di giovinezza, un’anima fierissima.

Poi che si scontrarono, Gugùll domandò: