— Che volete?
— Sta al timone tu, ch’io vado a preparar la cena.
— C’è Zuane al focone.
Il vecchio non rispose, guardava il cielo.
— Tienti alla stella rossa, là, sul levante e non sbandare!
Fortunato si levò presso il timone e rispose:
— Andate, babbo.
Il mare era come uno specchio di eternità ai piccoli occhi degli uomini.
Paròn Zorzi si avviò, la fronte levata alle stelle; poi come fu presso il boccaporto sostò un attimo e disparve.
Allora Gugùll, che s’era accosciato sulla prora fra i cordami, presso il ceppo dell’ancora, guizzò dal suo rifugio, presto e leggero, attraversò la coperta, fu a fianco di Fortunato.