— Non so. Ha giurato di lasciarci l’anima o di portarsi via il suo morto!
— E gli altri?
— Chi?... I figliuoli?
— Hanno giurato con lui. Si erano chiusi sotto coperta. Io era nel trenta e li ho uditi.
Ritornò il silenzio. Distesi l’un presso l’altro, il giovinetto e il fanciullo guardavano l’ombra.
Gugùll ascoltava il vento che vola o dorme nel cuore dei nicchi, e ne sentiva la carezza fra i capelli gremiti, tutti crespi e azzollati in una bella scompostezza. La sua faccia bruna era immobile come gli occhi suoi larghi sul vuoto e come l’anima sua.
— Di’, sai che cosa ha scritto Momi? — chiese Gugùll a un tratto.
— No, — rispose Toni.
— Non sai dove abbiamo combattuto?
— Verso l’Epiro.