Si vedevan le stelle tremare in vene di lucore come in un alternato giuoco di balzi, su l’onde.

— È giusto, — riprese Gugùll. — E bisognerebbe andare cento miglia dentro terra a punire quella razza cane.

— Anche mio padre è morto laggiù! — disse Toni.

— Tuo padre?

— La mamma mi ha dato questo.... guarda! Ed io ho fatto la croce sulla porta di casa, nel nome di Cristo!

Si udì lo schiocco di un coltello a serramanico.

— E che vuoi fare?

Toni alzò una spalla e ripose il coltello fra il petto e la maglia.

Poi strinse le mascelle e s’infoschì, tutto aggrottato nel suo corruccio.

Inclinata da banda, per l’impeto sempre più forte del vento, la tartana procedeva come una freccia al suo punto e la gran vela nera cricchiava fra l’albero e i cordami.