— Nulla può farti torto nel mio cuore; anzi la tua sincerità mi sarà grata, come una nuova prova della rettitudine del tuo carattere.
— Ebbene, poichè vuoi assolutamente che ti dica la verità, devo confessarti che la tragedia in generale non piacque....
— Ma e gli applausi?
— Meno poche eccezioni, dormivano tutti. Quando alla fine dell'atto non intendevano più il suono della tua voce, si svegliavano ed applaudivano con frenesia, per far credere che ascoltassero. Gli applausi più clamorosi li udisti alla fine, e volevano dire: finalmente è finita la noia, e incomincerà la refezione. È vero che i più intelligenti ascoltavano, ma non potevano dissimulare interamente la fatica; a certi punti tragici ridevano per alcune analogie trasparenti....
— E il dottore non li vedeva ridere?
— Sai bene che il dottore non vede niente!
— Ma dimmi finalmente la tua opinione.
— Giudica dall'effetto generale... la tragedia riuscì a tutti noiosa.
— Ma io non faccio caso di quel pubblico... idiota. Tu sei più intelligente di tutti coloro... e tu non dormisti.
— Non tieni conto del mio affetto?... ogni tuo lavoro non può che interessarmi assai... ma altro è l'interesse dell'affezione... altro un giudizio imparziale e spassionato.