— Dunque il tuo giudizio imparziale si è che la mia tragedia è noiosa?

— In complesso è noiosa... è inutile farsi illusioni. Vi sono però varie parti interessanti. Per esempio, quando parli d'amore vi sono espressioni vere, sentite profondamente, veramente ispirate e sublimi!... ma il resto è troppo lungo, prolisso... insomma noioso.

— Ti ringrazio, — io conchiusi, — apprezzo il valore della tua sincerità, e saprò trarne partito.

— Ma figurati!... nemmeno per sogno! — e parlammo d'altro.

Ora confesso che non solo m'ero offeso, ma dentro di me avevo giudicato l'Agata una saccentina sconclusionata, incapace di dare un giudizio apprezzabile sopra un simile lavoro. Dissimulai la stizza dell'amor proprio oltraggiato, e presi le mie misure in segreto per ottenere un giudice competente.

Avendo saputo che c'era a Sondrio in quel momento un capocomico generalmente stimato come uomo esperto nell'arte sua non solo, ma altresì di molto merito letterario, gli mandai il manoscritto pregandolo di leggerlo, e di dirmene francamente la sua opinione.

Pochi giorni dopo mi restituì la tragedia, con una lettera cortesissima, ma sincera. Mi diceva in poche parole: « Non voglio ingannarvi, nè adularvi, sarebbe far torto a chi non lo merita. Si vede in voi un giovine ingenuo ed onesto, esaltato da una passione che gl'ispira pensieri elevati, sogni poetici, qualche buon verso. Tutto il resto non ha valore.

« Non siete chiamato pel teatro, ne ignorate completamente l'arte, e tutti gli amminicoli che assicurano il buon successo, e vi manca la scintilla che rischiara la via. Smettete l'immane sforzo che deve costarvi un lavoro letterario; e pensate che la mediocrità si affatica invano per arrivare alla gloria, riservata al solo genio.

« Attribuite la mia severità al desiderio d'esservi utile. Una indulgente reticenza che vi lasciasse nel dubbio potrebbe nuocere al vostro avvenire. Basta talvolta una vana speranza per mantenerci sulla via dell'errore.

« Credendo di saper nuotare, l'uomo s'affoga; invece di fargli animo a proseguire con nuovi tentativi è meglio prenderlo addirittura pei capelli, e gettarlo sulla riva. Il vostro lavoro rivela un intelletto ricco di molti doni di natura. Ogni uomo intelligente e laborioso può raggiungere una meta che ricompensi le sue opere. Voi avete fallato indirizzo, siete entrato in una foresta piena di triboli. Uscite di là, cercate altrove la vostra strada, e vivete felice. »