Talvolta voleva una esatta descrizione della persona e delle vesti, e doveva spiegarle come era pettinata, quali fossero i suoi gioielli e i colori preferiti, e tutto questo mi faceva ripensare a molte cose dimenticate, e in fine si soffriva tutti e due.
Ero quasi pentito d'aver toccato un tasto doloroso; forse commettevo un'imprudenza scoprendo una mina che non aveva scoppiato, ma mi sembrava un dovere di coscienza non aver segreti per mia moglie, alla quale avevo oramai dedicata tutta intiera la vita.
Siccome il cielo non può rimanere sempre sereno, ed anche nei climi migliori si vedono delle nuvole, così la più onesta e felice esistenza ha i suoi giorni burrascosi. La gelosia venne a intorbidare la nostra pace, una gelosia retrospettiva, la peggiore di tutte; e perchè è impossibile annullare il passato, e siccome è una passione cieca, che si pasce di vani fantasmi, che si adombra del vuoto, così la ragione non basta a calmarla, nè a premunirci contro le uggiose sorprese di questa strega, che rode sè stessa e rende ingiusti e cattivi. Erano piccoli attacchi, ma essendo immeritati, irritavano il mio carattere onesto, mi toglievano la pace, e mi mettevano di pessimo umore.
Agata, prendendo nelle braccia la nostra bimba, mi diceva:
— Ti pare che rassomigli alla tua contessa?
La mia contessa!... questa parola mi urtava i nervi, e rispondevo con troppa vivacità, o con sdegnosa ironia.
— Ecco!... — essa continuava, — non si può parlare di lei senza metterti in agitazione.
— Ma non è perchè mi parli di lei, che mi fai dispetto, sibbene perchè ne parli come non hai diritto!...
— Scusami se manco di rispetto... ad una civettuola.
Io prendevo il cappello e fuggivo, coll'intenzione di lasciarla sola un paio d'ore per infliggerle una punizione e tenerla nell'inquietudine... ma dieci minuti dopo tornavo indietro per darle un bacio e la trovavo cogli occhi rossi.