— Ma, santo Dio!... che cosa hai adesso?... Che cosa vai sognando per intorbidare la nostra vita onesta e tranquilla?... Grazie al cielo nessun dolore ci opprime, nessuna pena ci affanna, e tu vai cercando il pelo nell'uovo!... Che cosa hai bisogno di andare a pescare in un passato remoto... che è scomparso per sempre!...
— Per sempre!... — essa riprendeva, — chi ti assicura per sempre!... Puoi tu conoscere quello che ci riserva l'avvenire?... Ho sempre udito dire che il fuoco più pericoloso è quello che cova sotto la cenere... la contessa è ancora giovane... e poi che può fare l'età?... gli anni passano egualmente per l'uno e per l'altro, e così si resta eguali. Le passioni più violente non sono le prime, ma le ultime... se poi sono le prime, riprese dopo un desiderio infinito, allora ti voglio!...
— Ti prego in grazia, lasciami tranquillo; sei ingiusta e un po' troppo caparbia!... non rispetti la mia onestà... e nemmeno l'evidenza... noi siamo in Valtellina, e la contessa è a Milano... o forse altrove.
— Le montagne stanno ferme, ma gli uomini camminano.
— Insomma non mi seccare... e basta.
Essa abbassava il capo e taceva, ma si sentiva nella stanza la temperatura della Siberia; io non mi potevo rassegnare, e saltava su nuovamente.
— Dimmi, Agata... tu hai dunque perduto la stima di tuo marito?
— No... ma...
— Ma che cosa?
— Che so io?... ho sempre un pensiero molesto che mi tormenta, e che cerco invano di soffocare... o almeno di rinchiudere in me sola....