— Venite... venite dunque, — mi ripeteva la Veronica.

Avanzai barcollando, e senza sapere ove andassi, mi affacciai alla finestra. Oh quale spettacolo!... una vezzosa bimba, portata sulle braccia d'una contadina brianzola, mi mandava un bacio.

Era il primo bacio della contessa Savina... a suo nonno.

Assorto ne' pensieri remoti, io aveva completamente dimenticato che la mia piccola nipote portava il nome... della nonna.

Così il debito della contessa Savina di Brisnago veniva pagato dalla contessa Savina di Montegaldo, discendente diretta della prima, erede legittima e responsabile della sostanza attiva e passiva degli avi.

Liquidata in tal modo la partita pendente, scomparvero le allucinazioni che mi avevano lungamente molestato. La luce serena del vero, illuminando il numeroso corteggio degli anni che mi trascinavano alla vecchiaia, e l'ilare aspetto dell'innocenza che apriva la serie de' miei discendenti ristabilirono pienamente nel mio spirito la calma serenità della ragione.

Tirata una linea di demarcazione sui conti arretrati, ho potuto presentarmi in casa Brisnago col solo titolo di parente, e in conseguenza con puri e santi affetti nell'animo.

Mia figlia e mio genero si gettarono fra le mie braccia colla loro bimba, e quando entrò nella stanza la contessa Savina, ci siamo stretti la mano in mezzo alla nostra famiglia, come dovevano stringersela due nonni....


XXV.