— Che ne dite, Tobia?... — chiese il signor Nicola all'organista. Ed egli rispose:
— Io penso sempre il contrario di quello che pensano i medici e sto benissimo.
— Cattiva lingua.... — soggiunse il signor Nicola ridendo. Il medico finse di ridere esso pure, per mostrarsi disinvolto, ma la sua fisonomia tradiva i suoi pensieri. Esso aveva l'aspetto d'un uomo che mastica fiele e vuol far credere che gli trova il gusto dello zucchero.
Per attendere l'ora del pranzo si misero a giuocare alle carte su due tavolini: il dottore ed il parroco dirimpetto al farmacista e all'organista; la signora Pasquetta col signor Nicola a fronte della signora Giovanna e del giovane allievo del farmacista, che aveva servito di secondo padrino al dottore.
Io accompagnai l'Agata che andava in cerca di Martino fuggiasco, per annunziargli l'amnistia ottenutagli dal padre.
Desideroso di sapere come fossero passate le cose ch'io ignoravo intorno alle predisposizioni del famoso duello, gliene chiesi qualche notizia ed ella mi disse ingenuamente:
— Dopo la partenza dei testimoni dalla casa del dottore, la signora Pasquetta, spiritata, era corsa in casa Bruni.
— Presto... presto per carità... chiamatemi il signor Nicola... che ci salvi tutti... Vogliono uccidere mio marito... mio marito vuol uccidere Daniele e Tobia; domani sarà un macello, che farà inorridire il paese.
Mentre essa raccontava gli orrori e le lotte di quella sera e la sfida per l'indomani, comparvero i testimoni che erano stati da me, e che si recavano dal signor Nicola per tenere consiglio intorno alla condotta da adottarsi. La signora Pasquetta venne congedata con promessa formale di accomodamento, prima però che si fosse nulla deciso intorno al partito da prendersi, raccomandandole caldamente di evitare nuovi scandali, di lasciare che suo marito si recasse all'indomani al suo posto, ed ella confidasse in loro.
Ma la conferenza dei testimoni che si protrasse a tarda notte non sapeva trovare uno scioglimento che appagasse ogni esigenza, quando l'Agata manifestò modestamente il suo parere.