— E perchè?...

— Perchè non ammetto i cavalieri serventi....

— Come?... Non ammettete nemmeno i cavalieri serventi!... Don Lio ha dunque ragione, siete un vero originale!... e perchè non ammettete i cavalieri serventi?...

— Perchè mi pare che debbano bastare i mariti!...

— Mio Dio! quali stranezze!... ma se i mariti non fanno mai nulla!...

— Bisogna farli fare!...

— Oh bella!... cosa direbbe il mondo, se vedesse una dama accompagnata dal marito.... corteggiata dal marito.... non sono cose possibili.... sono idee che farebbero ridere.... la stessa cosa come se un gentiluomo si presentasse in piazza senza coda e senza parrucca!... ma sapete che siete un grande originale!...

— Lo so, e ci tengo, perchè il plurale è così melenso al dì d'oggi, che preferisco il singolare.

E ridevano insieme, come di cose che non ammettono discussione, entrambi perfettamente convinti delle proprie idee. Ma poi nella solitudine Silvia ritornava col pensiero alle cose udite, e meditava a fondo sulle discussioni tenute.

Una volta essa consegnò misteriosamente a Vittore un libriccino, raccomandandogli di leggerlo con molta attenzione. Egli lo portò nella sua stanza, gettandosi sul sofà, aperse il volume e si trovò fra le mani: Il giardino di poesie spirituali, diviso in quattro parti, di Suor Maria Alberghetti, viniziana fondatrice delle Dimesse di Padova. — Lesse per obbedienza, e dormì d'un sonno consolato di celesti visioni.