Lo abbiamo detto, l'amore nella natura è un dolce sentimento che guida alla felicità, l'amore inasprito dalle leggi o dai pregiudizi sociali è una passione che conduce alla disperazione e alla pazzia.
Talvolta in qualche sera di gennaio veniva giù una pioviggina gelata che metteva i brividi al solo vederla. Sul focolare dei pescatori brillava una viva fiamma, la bella Maddalena sedeva sotto la cappa del camino, ed una sedia vuota dirimpetto pareva messa a posta per Valdrigo. Egli guardava colla stessa indifferenza il fuoco crepitante, il posto vacante e la ragazza, e involgendosi nel ferraiuolo attraversava Venezia fra il fango e l'intemperie per procurarsi l'indescrivibile contento di contemplare le invetriate del palazzo Orseolo. Le stanze essendo illuminate e la calle oscura, si distinguevano abbastanza bene le persone che si avvicinavano alla finestra.
Talvolta era un domestico in gran livrea, o il volto color di rosa di Don Lio, o la candida parrucca del nobile Partecipazio. Vittore passava la sera spiando avidamente ogni movimento, e premendosi il petto colla mano quando un'ombra passaggiera gli faceva battere il cuore con soverchia violenza. Intanto il vento gli soffiava la pioggia sul viso, e lo faceva battere i denti dal freddo. Solo risultato di tali prove amorose era una qualche violenta infreddatura che lo confinava a letto per tre giorni. Così non giungeva mai il momento del lavoro e del giudizio, e passavano i mesi coi soliti prodotti del dolce far niente.
La convalescenza riconduceva l'infelice innamorato sotto la cappa del camino, e ristabiliva le conversazioni colla Maddalena. La buona ragazza compiangeva le sofferenze di lui, gli riscaldava le tisane per la tosse e gli parlava di sua madre.
Se egli le avesse fatto delle dichiarazioni amorose, essa si sarebbe tenuta in guardia, ed avrebbe chiuse le porte del cuore, per istinto d'onestà, ma il contegno di Valdrigo rendeva inutile ogni precauzione, ed escludeva qualunque pretesto di diffidenza. Ma a quanto sembra, l'amore è una passione insidiosa, ed avendo trovate aperte le porte del cuore di Maddalena, vi entrò, senza chiederne il permesso. Un bel giorno la povera fanciulla si trovò il nemico in casa senza sapere da che parte vi fosse entrato, cosicchè mentre Vittore adorava la Silvia, la Maddalena adorava Vittore.
XIX.
I giorni dell'inverno son brevi e se le cure d'un amore infelice assorbono alcune ore e i bisogni della vita alcune altre, che cosa resta per lo studio? Aggiungete il tempo perduto in pensieri amorosi ed artistici, i sogni del cuore, i voli della fantasia, ed anche il timore di non riuscir bene nel lavoro. Certi giovani pensano sempre alle grandi difficoltà di compiere un'opera perfetta, all'ingratitudine del mondo che non tiene conto delle privazioni, delle pene, delle fatiche dell'artista, e così via fino al disprezzo della gloria, fino al disprezzo della vita. Sono le solite idee di chi non ha voglia di far niente.
Canova in Roma non pensava a queste cose; egli era invaso da una specie di febbre, e gli pareva di non mai lavorare abbastanza; non pensava alle difficoltà che per vincerle, e alla gloria che per meritarla.
Modellando la creta egli sentiva nell'animo il sublime entusiasmo di colui che vede il suo pensiero trasformarsi in realtà, e si agitava sotto la foga d'una ispirazione più pronta della mano. Nelle ore che riposava dal lavoro della plastica, si dedicava allo studio delle lingue straniere, alla lettura delle opere classiche, letterarie, erudite ed artistiche, o delineava degli studi dagli antichi modelli o dal nudo, apparecchiandosi così un vasto terreno sul quale potesse spaziare il suo genio.
Valdrigo studiava in altro modo; passeggiando per Venezia, osservando gli effetti della luce sulle sculture dei palazzi, ammirando i colori del tramonto sulle nuvole e sull'acque, cercando i motivi delta tavolozza della veneta scuola sulle figure dei passanti, sulle quali non trovava più le robuste tinte che si ammirano nei quadri degli illustri maestri.