Un profondo sospiro sollevò il cuore oppresso della povera fanciulla, ed una lagrima di gioja le bagnava le guancie, mentre le sue labbra si atteggiavano al più soave sorriso.
I pescatori circondavano il quadro, guardandosi ed ammirandosi riprodotti sulla tela, e lodando il pittore che sempre in piedi sullo scanno dominava le loro teste e rideva allegramente delle ingenue osservazioni, e degli applausi sollevati dal più sincero entusiasmo. Poi saltando sul pavimento li baciava tutti dalla gioja incominciando dalla nonna Marta, e terminando colla Maddalena, la quale al tocco di quelle labbra sentì una burrasca interna e il capogiro, ma egli come al solito non avvedendosi di nulla, stava vuotando le sue tasche sul tavolo, dalle quali uscivano gli ultimi ducati, una bella giustina d'argento, un'osella cogli orli frastagliati e alcuni traeri anneriti e consunti, e invitando Beppo a raccogliere questo suo fondo di cassa gli diceva:
— Invito tutti a pranzo, va a provvedere i bocconi più ghiotti, i vini più morelli, evviva l'arte e l'allegria!... — Evviva Evviva! ripetevano i convitati fra gli applausi universali, e le risa sgangherate che facevano tremare le pareti; e tutti se ne andarono lieti e contenti aspettando l'ora del banchetto; il quale non è a dirsi se fu allegro e clamoroso. Basti il sapere che tutti erano soddisfatti, e il vino buono e abbondante.
Quando la tela fu asciutta, Valdrigo vi distese sopra una bella mano di vernice che fece risortire le velature, e le luci, ed avendo trovato da un intagliatore una magnifica cornice dorata, potè ottenerla a credito colla promessa di pagarla dopo venduto il dipinto, che collocato al suo posto produceva un effetto veramente meraviglioso.
Pochi giorni dopo, il quadro colla sua cornice figurava al balcone d'una delle più belle botteghe di Piazza San Marco, con sotto il nome di Vittore Valdrigo, e attirava da ogni parte i curiosi, che si affollavano per contemplarlo e applaudirlo.
Il pittore penetrava spesso fra la gente, e s'inebbriava del trionfo, maledicendo gli anni sprecati a far nulla. Maddalena volle vedere il quadro esposto al pubblico, v'andò in segreto con una amica, godendo, degli elogi fatti all'artista come d'un bene suo proprio, ma dovette allontanarsi in fretta dagli sguardi delle persone che avevano subito riconosciuto il modello principale, e gli scoccavano degli epigrammi un po' troppo arguti e indiscreti.
Intanto il nome di Valdrigo si diffondeva per Venezia, e l'esposizione del quadro era divenuta un piccolo avvenimento. La folla attirava la folla, tutti volevano vedere l'opera della quale avevano uditi gli elogi, gli artisti discutevano fra loro sui meriti del disegno e del colorito, il popolo ammirava i suoi costumi nazionali riprodotti con inusata verità, e i nobili nelle loro radunanze esaltando il talento di Valdrigo, onoravano la loro classe che lo aveva tratto dalla oscurità, e protetto nei primi passi dell'arte. E si diceva da per tutto: — i nobili sono i benefattori degli artisti, i Falier hanno sostenuto Antonio Canova, gli Orseolo hanno assistito Vittore Valdrigo. — Il museo Farsetti ha cooperato allo sviluppo di due geni che saranno nuova gloria alla patria, i patrizi veneziani mostrarono sempre un amore vivissimo alle arti belle, ne siano prova le chiese, i palazzi e le gallerie che formano di Venezia una meraviglia del mondo.
Molli ricchi patrizi entrarono nella bottega per acquistare il dipinto, il negoziante scriveva il loro nome e rispondeva: — Non so se il quadro sia già venduto, in ogni modo farò noto al pittore il desiderio di vostra eccellenza.
La lista degli aspiranti all'acquisto venne infatti presentata a Valdrigo, il quale; percorrendola rapidamente, si arrestò tutto ad un tratto davanti al nome del conte Alberto Leoni. Era evidente che acquistando il primo lavoro di Valdrigo, il conte Leoni subiva una influenza. Naturalmente gli Orseolo gli avevano lasciato ignorare la scena del boschetto, e Don Lio celebrando nel suo Epitalamio il candore della sposa, era convinto della necessità d'usare una tale licenza poetica, ma ne sogghignava maliziosamente sottecchi.
Ma certo il nobile carattere di Silvia consigliando al marito l'acquisto del quadro, intendeva soddisfare un dovere di giustizia, dimostrando a Vittore che essa non era complice della calunnia che lo aveva colpito. — Il sentimento delicato della donna riparava i torti dell'altero casato, riabilitando l'onestà offesa ingiustamente, e rendendo omaggio al genio derelitto che trionfava d'ogni ostacolo colla sola forza del proprio valore.