— Povero Giacomo! — esclamò Tiziano, lo avranno preso e forse questa mattina sarà giudicato dal Consiglio di guerra di Correzzola.... e immediatamente fucilato!... la notte che seguì la sortita, e la mattina seguente tutto il terreno venne esplorato con ripetute ricognizioni, e assai pochi possono essere sfuggiti alla vendetta del nemico.... ma voi fino a dove volete avanzarvi?...

— Noi siamo decisi di attendere nascosti fra le canne di quell'angolo del canale dal quale si può vedere lontano senza essere veduti.

Tiziano li seguì dalla riva, e quando giunsero al punto fissato, si fermarono, e sedettero tranquillamente sulle banchine della barca, colla fredda indifferenza di chi ha l'abitudine di affrontare ogni pericolo.

Tiziano aveva fretta di mettersi in salvo, poco disposto di tornar da capo con tutte le peripezie del giorno antecedente, ma il vivo interesse che portava al suo compatriotta, e la pungente curiosità di assistere allo scioglimento di quella avventura, gli fecero dimenticare ogni altra preoccupazione, e lo arrestarono forzatamente sul sito.

Ma poco dopo gli parve di vedere da lontano un movimento di colori sospetti, che potevano essere anche croati che lo inseguissero, e cominciava a pentirsi della nuova imprudenza. Nascosto dietro un banco di sabbia, coi piedi quasi nell'acqua, stette immobile per qualche tempo aspettando che quella macchia lontana si disegnasse più chiaramente all'orizzonte.

Dopo lunga aspettativa, e molte incertezze, gli parve alfine di riconoscere due buoi trascinati da un uomo, ed osservando attentamente credette di poter essere sicuro, che il conduttore degli animali fosse Giacomo Croda.

Quell'audace contrabbandiere cadorino al servizio di Venezia era dotato d'immensa perspicacia, unita alla più raffinata malizia felina, e le sue membra nerborute erano in pari tempo così flessibili ed elastiche, che poteva strisciare fra le canne come un serpente, correre come un capriolo, saltare come una pantera, e i tedeschi non potevano gareggiare con lui in nessuna circostanza. Infatti egli sfuggì cento volte dalle loro mani, e giunse sempre sano e salvo colla sua preda a Venezia, deludendo vittoriosamente tutta la sorveglianza degli assedianti, e tutti i rigori del blocco.

Giacomo Croda si avanzava tranquillamente verso la barca, con l'andatura d'un mercante di bestiami che si reca al mercato, e la raggiunse come se arrivasse ad un approdo ordinario in tempo di pace. Tiziano gli andò incontro, e quella fu una bella sorpresa, perchè non sapeva più nulla di lui, scambiarono alcune congratulazioni reciproche, e poi senza perder tempo fecero entrare i buoi nella barca, e dati i remi nell'acqua ripresero tutti uniti la direzione di Brondolo, conservando un rigoroso silenzio, e non perdendo mai di vista i dintorni. Avevano percorso un breve tratto di cammino quando Tiziano s'accorse di alcuni punti neri che si avanzavano da varie parti, concentrandosi evidentemente verso la barca. Ne diede subito l'avviso, la barca fu arrestata, ma non si tardò ad avvedersi che erano gli esploratori che avendo veduto l'esito felice della spedizione ritornavano indietro per rientrare colla comitiva nel raggio della fortezza.

Quando si credettero abbastanza sicuri da poter ciarlare senza timore che una distrazione potesse tornare funesta, si accinsero a raccontarsi le loro vicende. Tiziano gli narrò il caso strano che gli avvenne, e poi mostrandosi sorpreso di rivederlo dopo due giorni, sano e salvo, e ancora accompagnato dall'imbarazzante bottino, volle sapere in qual maniera fosse pervenuto a sfuggire alla vigilanza del nemico, senza nemmeno perdere i due animali requisiti. E Giacomo gli rispose subito:

— Nella sera della sortita non essendo giunto in tempo d'imbarcarmi colla nostra preda, sono andato a nascondermi coi buoi in una catapecchia diroccata di pescatori, le cui rovine erano nascoste fra i canneti d'uno stagno. Appena ricoverati gli animali, li ho provveduti d'erba, tagliata in fretta, e dopo di averli muniti del necessario alimento, mi sono ritirato in un nascondiglio, a qualche distanza, per riposare in quiete, senza il timore d'essere tradito dal muggito dei buoi. Ieri ho cercato invano una barca, e poi ho dovuto nascondermi nuovamente, perchè i tedeschi avevano invaso il palude, e mi giravano intorno senza vedermi; però non hanno mai avuto l'idea di penetrare nella capanna in rovina, e i buoi ebbero il buon senso di starsene tranquilli e silenziosi. Questa mattina ho perlustrato attentamente i dintorni, li ho trovati tutti sgombri dal nemico, e quando ho scoperto la barca da lontano sono andato a prendere i miei buoi con piena sicurezza, ed eccoci in salvo.... come al solito.