Aveva indovinato giusto, e tutti si misero a ridere di buon cuore.
—Aggiungete un'altra considerazione, continuò; se il non saper fare la cucina produce il malanno di mangiar male, il non sorvegliarla riesce ancora più dannoso. I padroni che non guardano mai nelle pentole, che non stanno in guardia contro la noncuranza o la sguaiataggine delle persone di servizio, non possono immaginarsi tutto quello che inghiottono: polvere, nero [pg!266] fumo, sabbia, verderame, muffe e corpuscoli d'ogni sorte, aggiungete il concime e i vermi che si trovano negli erbaggi. Questa insipienza di molti produce sovente dei terribili risultati, dei fermenti che guastano lo stomaco, dei dolori misteriosi, la cancrena e la morte!...
I due giovani lo guardavano cogli occhi spalancati, pieni di ribrezzo.
Dopo il caffè, papà Gervasio scomparve. Lo cercarono invano in tutte le camere; egli non era avvezzo ad uscir di casa al dopo pranzo, e restava coi suoi figli fino all'ora della partenza. Temettero che fosse indisposto, e furono inquieti.
—Si sarà dimenticato qualche piccola spesa, osservò Metilde; e si mise ad aspettarlo alla finestra. Silvio le tenne compagnia fumando il sigaro, guardando da lontano per non vedere le mostre del pizzicagnolo e del beccaio.
Dopo una buona mezz'ora ecco papà Gervasio che spunta sull'angolo della via che mette alla piazza. Vedendo i figli alla finestra si mise a sorridere, alzando in aria un involto, con aria trionfale.
Quel buon padre era andato a far l'acquisto del miglior libro di cucina che si trovasse in commercio. Entrò nel salotto dicendo: [pg!267]
—L'ho trovato! e ve lo dono. È il più bel regalo che un padre possa fare... ai figli che mangiano male.
Lo andava scartabellando con vera soddisfazione, ne scorse l'indice delle materie e trovata la pagina che cercava, cominciò a leggere ad alta voce:
«Dopo d'aver legato il cappone si deve metterlo in una pentola dove si trovi in ristretto. Aggiungete acqua, carote, una cipolla con due chiodetti di garofano, una foglia di lauro, sale, e pepe in grano. Due buone ore di cottura a fuoco dolce.»