Ti scongiuro, ti scongiuro, non obliarmi poi quando ci desteremo nel freddo paese, nei giorni tristi, quando scura, muta sarà la fiamma che divora il mio petto, ma fervente, ma potente a tornarti su le rose voluttuose per un giorno, per un'ora, a spirar fuoco nel tuo cuore, nel tuo sangue, ne l'aura amorosa a le tue grazie circonfusa.
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— Pompe! Acqua! — susurrò l'ufficiale, mentre il marito, che aveva spesso scompigliate, con il suo riso grossolano, le rose dell'oriente, esclamava: — grazie di quel deserto! Grazie di quegli amanti che muoiono!
— Deserto sì — disse la signora sorridendo amabilmente all'autore. — Suppongo che i Suoi amanti non ci vorranno mica dei flâneurs in questa valle delle rose. E se non muoiono, dormono, sognano. To die, to sleep, perchance to dream. — Adesso la Sua — soggiunse sorridendo, stavolta, al giovane biondo. E lesse:
UNA CATTEDRALE
Notte
La penitente. — Che dolore! Che dolore! Egli morì da tanti anni ed è ancor piena di peccato l'anima mia.
L'amo ancora! L'amo ancora! Cerco Dio, non trovo che lui, ardo sempre delle passate ebbrezze.
Uno spirito. — Amami ancora! Amami ancora! Da tanti anni, nell'ombra della morte, sono ancora pieno di te.
Non ti dolere! Non ti pentire! Solo mi ristora, nel tormento eterno, il tuo amore.
Il confessore. — No, non t'accostar così al Sacramento, non muovere ad ira il Signore, va, prostrati sul marmo di gelo, prega e piangi, prega e piangi, forse il tuo cuore avrà pace.