— Ah! — disse. — Lei è lo scrittore italiano?

— Sì.

— L'ho sospettato subito ieri — esclamò, alzandosi. — Perchè questa commedia? Suppongo ch'ella sia un gentiluomo, signore. È stata una bella cosa di burlarsi di noi? Non credo di potere star qui, adesso.

— Oh, si fermi, signorina! Io non ho voluto burlarmi di Loro. No davvero! È stata una piccola vendetta — soggiunsi sorridendo. — Si ricorda che mi ha creduto un pescatore, quando mi ha visto raccomodar la pesca? I suoi occhi esprimevano disprezzo, e dopo averla veduta non potevo rimanere sotto il suo disprezzo.

— Ma non era disprezzo, signore! Era solo un equivoco. È possibile che io rispetti un pescatore onesto più d'un poeta che inganna!

— Non ho voluto ingannarla, signorina; ho voluto piuttosto disingannarla. Desideravo farle sapere che non ero tanto inferiore a Lei quant'Ella aveva creduto. In principio ero mosso dall'orgoglio; ma poi vennero altri sentimenti molto migliori. Sono felice di poterle dire che Le sarà utile d'avermi conosciuto.

— Perchè, signore?

Vidi ch'ella era commossa e avida di una spiegazione.

— Sieda, signorina! — dissi. — Non parlerò se non siede.

Riprese il suo posto di prima, e io continuai dopo un momento di esitazione.