— Lo sono — rispose il vecchio. — Io ho molti doveri verso il signor Roberts per informazioni preziose che mi ha dato circa i gioielli siro-fenici e penso che la sua relazione vi è tornata molto utile quando ci siamo incontrati presso Pontresina, dopo quella disastrosa discesa dal Piz Zanguard. Siete stata ben contenta, allora, di accettare....
Qui egli s'interruppe:
— Gli scialli di sua sorella, sì — disse Harriet. — Avete ragione, papà. È stato un atto magnanimo.
Ci accostavamo a Castagnola. Miss Harriet era visibilmente turbata e non mi guardava più. Invece di dirigermi all'approdo, io voltai a poco a poco la barca nella direzione di Oria, cercando gli occhi di lei, volendo significare che avevo l'intenzione di non approdare a Castagnola senza un ordine. Il professore si accorse della cambiata direzione e mi indicò, emettendo voci inarticolate, il luogo dove bisognava approdare.
Io guardai ancora, prima di ubbidire, miss Harriet, aspettando che dicesse qualche cosa. I nostri occhi s'incontrarono e vidi ch'ella m'aveva inteso. I begli occhi azzurri mi guardarono sorpresi e mi passò per la mente che mi domandassero se avessi remato anche sul Tamigi; ma nessuna parola venne, e approdammo a Castagnola.
Passarono alcuni minuti e i Roberts non comparivano. Bertha faceva molte diverse supposizioni. Suo padre e sua sorella non parlavano. Finalmente il vecchio signore si alzò e disse che sarebbe andato a vedere. Miss Bertha si alzò pure per andar con lui; miss Harriet dichiarò che restava in barca. Io la guardai palpitando. Aveva le sopracciglia aggrottate, certo non per l'idea di restar sola con me.
Essa non m'incoraggiò con un solo sguardo, ma io ero risoluto di parlarle ad ogni modo. C'erano otto o dieci minuti di cammino dallo sbarco di Castagnola alla villetta dove abitavano i Roberts.
Quando il vecchio signore e la giovinetta si furono allontanati, io dissi a miss Harriet in francese:
— Signorina, io non posso più fingere con lei.
Ella si turbò.