Padrona — Subito.
Snìchele (passa il giornale e saluta. X. saluta pure. Allora Snìchele riprende il giornale, finge di leggere, poi lo posa da capo e si mette a guardare dalla finestra) Che tempo! (X. cava un taccuino e piglia delle note). Tempo brutto. Oggi è peggio di ieri. Non è vero, signora Elisabetta? (La padrona non risponde e continua ad occuparsi del latte all'uovo. Snìchele si volta ad X.) Si diceva che il tempo è cattivo assai.
X. (asciutto) — Già.
Snìchele — Peccato, vedere la città con un tempo simile!
X. — Certo.
Snìchele — È la prima volta che il signore viene a...?
X. — Sì (alla padrona). — Ha un giornale?
Snìchele (si alza e si avvicina ad X. toccandosi il cappello). — Perdoni tanto, signore; Lei è l'illustre X.? (X. lo guarda attonito senza rispondere. Snìchele si leva il cappello e declama):
O degli altri poeti onore e lume,
Vagliami il lungo studio e il grande amore