eccetera eccetera: che io traduco un po' liberamente, si sa:
Hic virides seram vites, hic mollia vina....
eccetera eccetera, per non tediarla.
X. — Bravo, bravo.
Snìchele — Sì signore. Anzi ho presentata la mia traduzione ad un concorso per la cattedra di latino nel ginnasio comunale di....
X. — Bravo.
Snìchele — Sì signore. Mi ricordo, del resto, che quando Ella ha pubblicato il suo primo libro.... a Milano, mi pare?
X. — Sì.
Snìchele — Bene, mi ricordo che qui non La intendevano. Povero paese, sa, del resto, quanto a coltura; paese che si occupa di frivolezze; paese dove se domani io prendo moglie, non si parla d'altro per otto giorni. Io solo ho intesa la Sua grandezza. Anzi la ho presentita, Le dirò. Perchè una volta, pensando alla storia della letteratura italiana, ho scoperto che in Italia, quando nasce un grande poeta, entro poco tempo ne nasce un altro. Guardi Dante e Petrarca, Ariosto e Berni, Tasso e Tassoni, Manzoni e Leopardi. Anche nel nostro secolo ne abbiamo due. Non parlerò di quello che è nato prima. Testa forte, signor mio, testa grande, ma nato sotto una stella disperata. Il mondo non conoscerà mai quel nome. Io lo conosco, è nato nel 1829, anno di guerra, anno di carestia, anno del diavolo. Lei è nato nel 1843, mi pare?
X. (fa un cenno affermativo).