Snìchele — Sicuro, vi è quasi la stessa differenza di età che fra Manzoni e Leopardi. Io dunque ho letto il Suo libro. Una rivelazione, signore. Quella modernità di concetti, quella classica perfezione di forma....
X. (sorridendo) — Grazie, grazie.
Snìchele — Perchè Lei ha studiato molto anche i greci; dica la verità. Per esempio, quei versi dell'ode sullo Spartaco di Vela:
Tu che furor nel marmo
Spirasti
ricordano un epigramma....
X. (sorpreso). — Per bacco, ma Lei ne sa molto!
Snìchele (sospirando). — Sì signore, ho studiato molto. Tal quale ella mi vede, possiedo un grado accademico, sono il dottor Snìchele. Mio padre era un signore e mi ha educato da signore. Io avevo il delirio dello studio, ho passato sui libri, per molti anni, i giorni e le notti, tanto che un capo ameno applicò a me, in quel tempo, i versi del Buratti:
Tu che le carte argoliche
Versi con man dïurna,