— Cressogno? Cosa vuol dire Cressogno?

Ella non seppe intendere la mia risposta e sua sorella rise. Allora le dissi in francese, sorridendo: Cressogno c'est le nom du village que vous voyez là-bas.

Miss Harriet mi guardò attonita e io m'affrettai a dire che avevo fatto il barcaiuolo sul lago di Ginevra.

La conversazione si animò. Il vecchio signore non sapeva una parola di francese e miss Bertha, la ragazza più giovine, ne sapeva solamente poche, ma Harriet lo parlava benissimo. Mi domandò molte cose delle montagne e del lago, e io, per farmi interessante, mi dimenticai un poco della mia parte, le parlai più come un artista che come un barcaiuolo. Le mostrai la mia lontana Oria e le dissi che in una di quelle casette battute dalle onde al piede della montagna vestita di ulivi e di viti viveva un giovine scrittore italiano; che lo conducevo spesso in barca e che mi ci divertivo moltissimo, specialmente quando il lago era in tempesta. Allora mi posi a descrivere la selvaggia bellezza della tempesta, la furia delle onde spumanti, i colori cangianti delle montagne e dell'acqua, la luce dei lampi sul picco di Cressogno.

— Harriet — disse il signore — come si dice to row in italiano?

— Remare — diss'ella.

Egli si voltò verso di me e mi apostrofò:

— Remare, remare!

Non potei trattenermi dal ridere di cuore, e le ragazze risero con me.

Egli andò sulle furie, le sgridò e disse che io ero un impertinente insopportabile.