X. (dopo un breve indugio). — Peuh, mandi pure. Poco male; vedrò per curiosità. (Chiama la padrona e paga).
Snìchele — Perchè dovrò forse far ricopiare gli appunti.... Poi ci sarà la spedizione raccomandata.... Spese, insomma.
X. (posando sul tavolino una lira). — Ecco.
Snìchele (chinandosi a contemplar la lira senza toccarla, e parlando come fra sè). — La lira del poeta, eh..... la lira del poeta..... sicuro..... sicuro.....
X. Non è buona?
Snìchele — Eh sì signore, facevo solo così da me un piccolo conto. Circa quindici pagine a dieci centesimi la pagina fanno una lira cinquanta per il copista... poi c'è la Posta... mettiamo cinquanta centesimi... Ci sarebbe anche la carta... sì, insomma un'altra lira sola può bastare. Sì, dico, perchè le cose siano fatte bene.
(X. gli dà un'altra lira e si alza per uscire. Snìchele pure si alza e dice recando la mano al cappello): — Ha premura, signore, per la spedizione?
X. (sdegnosamente). — Che, che!
Snìchele (facendo un profondo inchino). — Resto coll'onore.
X. (asciutto). — Buon giorno. (Esce).