Ciò detto si sbottonò il soprabito in fretta e in furia. Il generale porse le mani come per trattenerlo; allora il Re gli stese con impeto subitaneo le sue.
— Ma senta! — diss'egli passando dalla collera all'affetto, — non mi irriti, dimentichi un momento ch'io sono il Re, mi tratti come si tratta un eguale, apra il Suo cuore come io sono disposto ad aprirle il mio! Apra il Suo cuore, ch'io senta una parola calda! Dica tutto quello che sospetta, tutto quello che teme, ma parli come un amico, capisce! Ma se io amo, merito io dunque il Suo sdegno? E mi creda, La scongiuro, Lei si inganna, Lei non La conosce, voglio che Lei sappia, voglio che lei veda! Sicuro che mi ha scritto, sicuro che mi ha consigliato! Ma come? Una donna che mi ama con tutta l'anima sua, è lontana da me e non mi manderà una parola in un giorno come questo? Ma generale, maestro mio, non è uomo, Lei? Non è stato giovane, Lei?
E aperse le braccia al generale che, non persuaso, ma commosso, abbracciò il suo antico allievo.
Il Re si sciolse per il primo, trasse dall'abito aperto un portafogli, e dal portafogli una lettera, e la porse a Heribrand.
— Legga — diss'egli.
Heribrand prese la lettera, ma per leggerla gli occorrevano gli occhiali e non gli riusciva nella commozione di trovarli, se ne impazientiva, ciò che fece sorridere il Re e finì di rinfrescare il sangue ad ambedue. Finalmente gli occhiali si trovarono ed il generale potè leggere questo biglietto della principessa di Malmöe-Ziethen:
«Silh, villa Victoria, le 14 avril.
Sire,
«Mon oncle de Ziethen vient de m'apporter les nouvelles de la capitale. On va voter aujourd'hui même et ce sera l'opposition qui l'emportera. — On fera beaucoup de bruit pour avoir M. Lemmink aux affaires, mais la velche, c'est ainsi que dit la ville, mais l'étrangère, c'est ainsi que dit la Cour, n'en voudra pas. Ce n'est pas M. de Fersen qu'on renverra, c'est la Chambre.
Mon Dieu, que j'ai prevu tout cela!