Si ricorda? Lei mi diede un'occhiata compromettente e c'invitò a prendere il the. Ci alzammo e la conversazione fa rotta. Riavutomi dal primo turbamento mi persuasi che se una curiosità profana è entrata qua dentro, non abbia tuttavia potuto decifrar l'enigma di queste reliquie. Però mi pesa che il mio tesoro non appartenga quasi più a me solo.

Ora ho finito davvero. Pensava Lei che nel Libro chiuso, com'Ella usa chiamarmi, fossero tali pagine, e Le pare che il mondo avrebbe ragione di sospettarle? Non prendo io parte alla vita comune, non lavoro, non mostro goder la bellezza delle cose, non mi toccano il tragico e il comico della natura umana, non sono quasi sempre sereno, non sono qualche volta gaio? No, il mondo può frugare nelle mie camere; legger nel mio cuore non può.

Guardo l'orologio; le cinque del mattino! Mi trovo qui a scrivere dalle undici di iersera e ho la testa grave di sonno, di fantasmi confusi; sono tuttavia contento di aver finito a quest'ora perchè l'alba è vicina e il mio lume muore. Non è un buon augurio? Addio, amica mia.

FINE.

NOTE DEL TRASCRITTORE

Nell'originale, il cap. IV è indicato come VI.

I seguenti refusi sono stati corretti:

accendevano e non mi atterrivano. Ah questo si[sì] era

dottor Tropler[Topler] mi disse che in nessun paese come

oramai buio. Quando tacquero le ultime notte[note] gravi