—Mio Dio!—rispose miss Yves.—Egli sa se voglio farle del male.
Forse non dovrei far questo, ma senta; dov'è alloggiato?

—All'albergo Zum rothen Hahn, qui vicino.

—Domani avrà una mia lettera. Addio! Il Signore La guardi. E grazie di tutto! Non sono mica un'ingrata, sa.—Addio,—riprese in tedesco,—se non ho il piacere di rivederla, si diverta e buon viaggio. Mi saluti Napoli e lo scoglio.

Si era intanto venuta levando un guanto e mi stese la mano, che afferrai con ambe le mie e baciai.

—Mi dica dove sta—susurrai.—Non verrò, ma me lo dica!

—La prego!—rispose, atterrita, disperata, come se si difendesse a un punto da me e da sè stessa.—Le scriverò. Addio!

—Mi dica—replicai—se quegli che parlava con Lei…

—No no!—diss'ella, e sorrise. Solo quando sorrise le vidi lagrime negli occhi.

Mi balenò un sospetto; che fosse già sposa. Glielo dissi; non lo era ancora.

—Non importa—diss'ella.—Lo sarò.