Qui Topler, spingendo i gomiti in fuori e arrotondandosi il cavo delle mani sul petto, fece una mimica che non mi sarei aspettata da lui.—Buona fortuna!—diss'egli.
Amica mia, cui dedico queste memorie, non pensa Lei che Hans Topler fosse migliore di me? Allora ne ho dubitato, e adesso ne sono sicuro. Egli era uno degli ultimi che saranno primi un giorno. Io fui quella sera ingiusto e forse anche insolente con lui. È quasi un sollievo per me di confessarlo; non ho giustificazioni nè scuse, e vorrei che si sapesse come mi accuso. Iddio sa se tornato in calma non mi dolsi di me stesso, se non mi rimproverai la mia natura pronta sempre alle belle parole, ricca di sensi nobili in astratto, ma poi debole, ingenerosa nei cimenti della vita reale.
Il giorno seguente mi recai a visitare i von Dobra. Vidi Luise, ma non sola. Era triste. Mi accolse gentilmente, però fu meco molto più riservata del solito e non mi fece in alcun modo intendere d'aver messaggi per me. Suo padre mi parve imbarazzato. Nessuno parlò di miss Yves nè del viaggio a Norimberga; ogni discorso cadeva. Mi alzai presto, dicendo che partivo per l'Italia e che a Monaco avrei veduti i nostri conoscenti comuni.
—Lei già—disse Luise—non si lascerà più vedere ad Eichstätt.
—Difficile—risposi.—Però in Germania ci ritorno di certo e presto.
—Bravo—diss'ella, quasi sottovoce. Fu l'unica parola significativa ch'ebbi da lei. Poi soggiunse malgrado il silenzio accigliato di suo padre e di sua sorella:—Si ricordi un poco anche di noi.
Non ho più riveduta Luise, che lasciò Eichstätt da un pezzo; non so che sia di lei presentemente e non spero rivederla mai più se non là dov'è Violet. Non la ho dimenticata nè la dimenticherò un momento, la cara biondina. Non ho detto che, richiesta da me, mi diede manoscritte, in cambio del mio brindisi, le strofette popolari, cantate da lei nel Bahnhofswald. Le conservo presso alle mie memorie più care, insieme alle foglie di Waldmeister; e quante volte non le riprendo ancora, non le rileggo con tenerezza!
Du, mei flachshaarets Deandl
I hab di so gern
Und i kunnt weg'n dein Flachs
Glei a Spinnradl wer'n.
Mai non scorderò la graziosa cantatrice del bosco; molto meno scorderò i fiori colti in riva all'Altmühl, il salottino di casa von Dobra e l'appassionata giovinetta che tanto osava per Violet. Possa ella aver incontrato un amore degno del suo generoso cuore, possa essere felice! Aveva certo un cuore fedele, un cuore che non muta, che non oblìa. Se queste pagine vedranno mai la luce, se verranno alle sue mani, sia pure in un giorno assai lontano, io so ch'ella ne avrà una commozione simile alla mia presente; io so che penserà a Violet ancora con lagrime, che penserà a me ancora con il sentimento di quando mi disse—mi fido di Lei.—Preghi allora per noi, cara Luise; e si fidi, si fidi di noi, della Sua amica e di me, che con tenera gratitudine pregheremo per Lei.
Volli andare alla stazione a piedi, per il sentiero del bosco, mentre il mio bagaglio viaggiava nell'omnibus. Dissi addio ai faggi e agli abeti che mi avevano veduto con Violet. Quante cose in otto giorni! Era il tramonto; sopra la stazione il sole infocava le boscaglie deserte. Quante cose! Avevo l'idea di non tornare mai più ad Eichstätt, e fu allora che colsi per memoria le foglie del profumato Waldmeister.