—Discendi in te stessa—disse il primate di chirurgia parlandole all'orecchio;—visita il tuo cuore e i tuoi visceri, e dimmi qual fu la sincope che ti ha colpita.

Le labbra di Fidelia si agitarono e proffersero la parola morte.

Il primate le applicò il pungiglione galvanico alla fronte.

—Puoi tu asserire—domandò l'inquirente—che Primo Albani abbia avuto teco un colloquio nella notte dal ventisette al ventotto settembre?

—No!—rispose la morta.—In quella notte l'Albani era ben lungi… ben lungi… da Milano.

—Perchè dunque—riprese l'Inquirente—hai tu voluto, quando eri in vita, affermare un fatto che ora sei costretta a smentire?…

—Perchè desso… perchè colui…

—Parla!… una sola voce!… una parola… ancora!—gridò l'Albani!

—È vano!—disse il primate ritirando il pungiglione dalla fronte dell'estinta e riponendolo nell'astuccio.—Il galvanismo non ha più azione su lei: la materia animale è ottusa.

Ciò che avvenne in quel punto nella sala non può descriversi a parole.