—Un orribile uomo!—disse il Levita, guardando verso la cancellata del giardino.
—Ebbene… quel terribile nano… quel mostro… in un momento di esaltazione amorosa… mi avrebbe promesso…
—Vi avrebbe promesso?…
—Di restituirmi la mia creatura a patto che io infranga i miei voti, a patto ch'io mi sacrifichi a lui per tutto il resto de' miei giorni.
Fratello Consolatore alzò gli occhi al cielo e dopo breve silenzio esclamò con fatidico accento:
—È necessario che il sacrificio si compia; i figli sono la redenzione dei padri.
Così parlando, il sacerdote e la donna erano giunti alla porta maestra del gran parco.
—Sorella di amore!—ringhiò il nano che stava ad attenderli oltre il cancello—i termini della estradizione sono spirati—vorrete voi permettere, o bella fra le belle, che io vi riconduca all'ovile nella mia gondola?…
L'Immolata si ritrasse con ribrezzo; ma appena il sacerdote le ebbe mormorato all'orecchio una misteriosa parola, abbandonando il suo braccio a quello del mostro, ella salì con lui nella gondola e disparve.