—Non può chiamarsi orfano un bimbo che gioisce nelle carezze d'un padre…

—Mio figlio…

—Sì: tuo figlio, nato da quella santa, che un tempo, nel suo umile paesello, si chiamava Maria; nato da colei, che or fanno sei anni, co' suoi vergini baci…

—Maria!—esclamò l'Albani coll'accento della più viva commozione;—ma tu… poco dianzi… dicevi…

—Calmati, fratello! coll'aiuto di Dio e colla forza dell'amore è da sperarsi che noi riusciamo a salvarla. Leggi questo scritto ch'ella ti ha indirizzato. In altra lettera a me diretta quella infelice aggiunge delle spiegazioni che io non tralascerò di comunicarti, se ciò mi parrà utile…

L'Albani spiegò il foglio, lo scorse rapidamente coll'occhio; poi, ricoricato il bimbo sul letticciuolo, esclamava:

—In nome del tuo Dio, in nome della natura, del Padre Eterno, di tutti i diavoli… dell'antecristo… qui bisogna agire… bisogna accorrere… dar l'avviso ai Capi di Sorveglianza… mandar sul luogo dei militi…

—Non affannarti—disse il Levita trattenendo il desolato che correva dall'un all'altro capo della stanza come uscito di senno;—il Consiglio di sorveglianza è informato, i militi sono in marcia. Quello stesso messaggiero che ieri a notte mi consegnò il bambino e le lettere, si è incaricato di far appello agli esecutori di giustizia e di comunicare ai giornali la notizia di un fatto al quale si annodano tanti interessi.

Mentre il Levita parlava, si udì nel vestibolo un rumore somigliante a quello di due grandi parapioggia che si chiudono.

—Eccoli di ritorno!—esclamò con gioia fratello Consolatore.