—Eccomi a te—disse l'Albani entrando nel vestibolo dove lo attendeva il compagno de' suoi giorni di espiazione.
Fratello Consolatore gli stese la mano e lo introdusse nel parlatorio.
—Dio ti riconduce—disse il Levita;—Dio vuol darti un'altra prova della sua misericordia infinita…
—Mettiamo da parte questo tuo fantasima invisibile, creato dall'immaginazione, fors'anco dalla furfanteria umana—interruppe l'Albani con impazienza;—da oltre un mese ho abbracciato la religione dei naturalisti. Il vostro Dio non lo comprendo; io credo nella natura.
—Dio e natura sono due potenze del pari inesplicabili…
—Mi hai tu richiamato per farmi subire una lezione di catechismo?
—No, fratello. Io debbo comunicarti delle notizie importanti. Vedi tu là (e così parlando il Levita accennava ad un letticciuolo), vedi tu là quel bambino di cinque anni che sporge dalle coltrici bianche la sua testolina coronata di ricci biondi?
—Bello come un amore…
—Bello, dovresti dire, come tutti i bimbi generati da una forza di carità sublime. Ah! tu lo abbracci… lo accarezzi… ed egli ti sorride… vorrebbe parlarti… E a sua madre non sarà dunque più concesso di baciarlo!
—Orfano… forse?