—Pazzo… non è vero?…

—Io non avrei osato dir tanto—proseguì il curato—ma, poichè la signoria vostra ha voluto buttarla fuori netta e schietta—credo inutile temperare l'espressione con dei sinonimi, che presso a poco si equivarrebbero…

—A meraviglia!… La verità, bisogna aver il coraggio di dirla per intero… Io fui pazzo—ed il mio ottimo medico potrebbe attestarlo meglio di chicchessia—io fui pazzo pel corso di oltre dieci mesi; e la mia guarigione non data che da poche ore. Io mi era smarrito in un immenso laberinto di idee; io mi esauriva in uno sforzo del pari tormentoso che impotente per trovare ad esse una formola precisa ed evidente all'altrui intelligenza. Io cercava questa formola nelle vostre polemiche, nelle vostre interminabili discussioni. Era il mio torto. Seguendo questo sistema, io non faceva che alimentare la mia pazzia coi riflessi della vostra. Ah! perchè io ricuperassi la mia ragione, perchè io potessi rassicurare la mia coscienza e il mio intelletto, era necessario che l'Abrakadabra si convertisse in un'avvenimento storico—e che io—sull'appoggio di questo avvenimento—potessi dirvi: i pazzi siete voi!

—Ma in nome di Dio!—sorse a dire il curato—ci spiegherete voi alla fine cosa sia questo vostro Abrakadabra?…

—L'Abrakadabra—rispose il signore—è la storia perenne del movimento umano riflessa in un'epoca sconosciuta all'universale, in un'epoca avvenire.

—Ah! sarei ben curioso di sapere in qual libro voi l'abbiate trovata codesta istoria dell'avvenire! Deve essere un libro raro e preziossimo… ed io mi terrei ben felice che qualcuno me lo prestasse… tanto da sbizzarrirmi una mezz'ora nei mondi sconosciuti!

—Il libro non è raro, signor curato, ma non cessa di essere prezioso. La natura lo ha impresso nella mente di tutti; sebbene noi abbiamo il torto di leggerlo a rovescio. L'istoria del passato e del presente sono una conseguenza logica dell'istinto umano, che non può mutarsi. Studiate in voi stessi le leggi di questo istinto, e avrete la istoria dell'avvenire.

—E voi… credete… di conoscere questa storia…?

—Tanto che, se voi non sapeste leggerla nel vostro libro, potrei prestarvi il mio, perfettamente trascritto e corredato di commenti.

Il signore parlava con una calma, con una convinzione, che eccitava all'ultimo grado la curiosità de' suoi uditori. Il curato era perplesso. Non ardiva manifestare il suo desiderio… Temeva per sè, per la fede degli altri… Un segreto presentimento lo avvertiva che la storia del signore doveva portare un terribile crollo al sistema del non possumus e ad altre teorie venerande. La curiosità del sindaco non era scevra di terrore. La ghigliottina o la forca si affacciavano alla sua imaginazione come un terribile dilemma… La mano ignota dell'avvenire lo stringeva alla gola come un capestro… Il farmacista era più fidente. Un uomo di idee tanto avanzate credeva di non aver nulla a temere dal progresso. Nella storia dell'avvenire egli si vedeva riservata la parte più brillante.