La campana del richiamo vibrava gli ultimi squilli, allorquando Fidelia, salutate le amiche, entrava negli atrii del palazzo paterno. Corse alla sedia ascendente, toccò il bottone dorato, e tosto, pel rapido agitarsi delle carrucole, tra il fremito armonioso delle corde vellutate, ella trovossi negli appartamenti superiori.
Le prime sensazioni dell'amore, i moti involontari dell'anima che sente la seconda vita, riflettonsi nel volto di giovane donna. Le guance di Fidelia erano bianche siccome l'alabastro, l'occhio radiante di nuova luce, le labbra voluttuosamente socchiuse. Un insolito abbandono, una melanconica rilassatezza in tutta la persona.—L'amore, che più tardi rinvigorisce e rigenera la donna, in sulle prime si annunzia coi sintomi della febbre.
Al leggero cigolio delle carrucole, che annunziava l'ascensione di Fidelia negli appartamenti superiori, due gravi personaggi mossero ad incontrarla nella galleria. Non appena la sedia ristette, l'un d'essi stese la mano alla fanciulla per aiutarla a discendere—l'altro, il più vecchio, arrestandosi a pochi passi dalla porta d'onde era uscito—figliuola mia, disse con voce severa, tu sai che io non amo di saperti in volta… ad ora sì tarda della notte… Fidelia non rispose.
—È l'ora legale—disse il più giovane dei personaggi…—Il richiamo dello vergini suona tuttavìa…
—Sempre da capo con queste vostre teorie della legalità!—proruppe il vecchio con accento di stizza…—Io rispetto le leggi, e mi adopero con tutto lo zelo per farle rispettare dalla famiglia; ma fra un padre ed una figlia i doveri ed i diritti non vanno misurati alle norme del codice. L'amore che io porto a Fidelia mi impone di ricordarle che l'aria della notte è nociva alla salute, e quand'anche non vi fossero per lei altri pericoli andando in volta ad ora sì tarda, questo solo basterebbe perchè ella dovesse piegarsi a' miei desiderii.
—Eravamo uscite un po' tardi dal circolo… Luce e Viola mi hanno invitata ad accompagnarle fino al Larietto per vedere gli apparecchi della macchina…
Fidelia articolava a stento le parole. Ella appoggiò il suo braccio a quello del padre, e tutti insieme entrarono nella sala.
—Figliuola mia—disse il vecchio assestandosi in un pieritto(3), mentre Fidelia si coricava sovra un divano di velluto—non vorrei che queste scappatelle notturne si rinnovassero troppo spesso… So che tu mi vuoi bene… Spero che la voce dell'affetto figliale in avvenire preverrà di due o tre ore il richiamo delle campane… Vedete, Gran Prestinaio; non vi pare che mia figlia abbia un viso da febbre terzana?
—Più pallida, più estenuata… difatti…
—Immaginate, cittadino Rolland, che sono stata ritta più di un'ora al medesimo posto, per udire la spiegazione dei meravigliosi meccanismi che devono produrre la pioggia artiflziale…