In questo punto, i due poveri bamboletti, ignari dell'orribile caso, si erano trascinati carpone fin presso al sergente, e gli abbracciavano le ginocchia per fargli festa...

Il padre sentì la voce del dovere... Le piccole braccia che gli stringevano le ginocchia parvero pietrificarlo.

—Oh! voi avete ragione! esclamò il sergente, stendendo la mano al colonnello... Grazie! grazie del buon consiglio!... Questi poveri innocenti... hanno bisogno di un padre...

Ciò detto, il desolato ritolse all'Ascolana il prezioso deposito, e sedette sotto l'albero, riscaldando co' suoi baci e colle lagrime le guancie dell'estinta. Quel volto abbrunato dal sole, duro, irsuto, spirante furore e vendetta—in quel momento di sublime dolore avea acquistata una espressione di tenerezza materna.


CAPITOLO VIII.

Spoleto.

Il giorno era tramontato, e già la luna imbiancava la vetta degli Appennini, quando noi ripigliammo la marcia. I soldati e le donne montarono a cavallo; io salii sulla groppa di uno sciagurato asinello, noleggiato per pochi baiocchi dall'oste di Colle Fiorito.

Il sergente si fece legare dietro il dorso i minori figliuoletti e adagiò l'amato cadavere sulla sella.