Il buono e generoso soldato esce illeso dalla mischia e con paterna sollecitudine ritorna presso l'albero, ove poco dianzi aveva adagiata la sua piccola famiglia....
I due bimbi agitano le mani in segno di esultanza e prevengono coi baci le carezze del padre... Perchè mai la gentile fanciulla non si leva dagli erbosi tappeti per lanciarsi nell'amplesso paterno?....
Il sergente si avvicina al piccolo gruppo... Il pallore, l'immobilità della figliuola gli stringono il cuore di un orribile presagio... Egli stende la mano, prende fra le braccia il corpo amato—lo agita, lo stringe, lo scuote con moto convulso...! Oh momento di terribile angoscia!—Enrichetta, la vispa fanciulla, che poco dianzi folleggiava sotto l'albero, governando come una piccola madre i due minori fratelli—Enrichetta non era più che una gelida larva.—La palla scagliata dal disertore codardo, risparmiando il sergente, era giunta fino al cuore della povera fanciulletta...
Le grandi, le improvvise sciagure istupidiscono... Appena il sergente si riscosse, mandò dal petto un ruggito...
Poi, senza profferire parola, cedette all'Ascolana la piccola salma, e trasse la spada dal fodero per slanciarsi nella boscaglia ad inseguire i fuggiaschi...
—Ferma! gridò il colonnello, ferma!... Vuoi tu cimentare la tua vita contro un centinaio di codardi, i quali ti piomberanno adosso per ischiacciarti?
Fossero non cento, ma mille! replicò il sergente nell'entusiasmo del dolore; io giuro di esterminarli.... tutti...
—Tu rimarrai soverchiato, ed essi ti uccideranno...
—Ebbene? che importa?.... desidero vendicare mia figlia... e morire...
—Morire... Sta bene... E chi avrà cura degli altri due figli?