—I Francesi non entrano mai per le porte...
—Al diavolo i rodomonti! sclamai in buon italiano, per dar sfogo alla rabbia che mi strozzava.
—Che avete detto?
—Ho detto che son rimasto senza moglie... e che ora i buoni pranzi sono finiti!
Di tal modo finì la mia grande aria. Ma il coro che si era intercalato al recitativo e alle prime battute dell'adagio, non concorse all'effetto delle cadenze.—Qualcuno degli uffiziali, con un cenno leggiero della testa, mostrò di arrendersi al mio ragionamento—altri si scambiarono furtivamente delle occhiate d'approvazione—finalmente, i più avversi alla logica, risposero con una crollatina di spalle, che mi fece inorgoglire. Erano convinti, ma non osavano confessarlo.
Fu breve silenzio nella sala. La bella Ascolana, per distrarre le menti da una questione, che avea messo i miei ospiti in tanto imbarazzo, si volse con amabili accenti al generale per chiedergli qual sorte fosse a noi destinata.
La risposta del generale, come ognuno può immaginare, mi interessava grandemente.