Il re ed il ministro stettero alcun tempo immobili, guardandosi in silenzio. Il principe si sentì soggiogato. I suoi occhi si gonfiarono. Egli ricadde in sulla seggiola singhiozzando e ripetendo con accento convulso: «è vero: questione di naso!... questione di naso!»

L'arguto Canella non proferì che queste parole: «due soluzioni possibili; o tagliare... o incrociare!...»


III.

Le case dei regnanti hanno le muraglie di vetro.

Tutte le precauzioni imaginate dal gran ministro di re Piperio perchè quel segreto di... naso non uscisse dalla corte, tornarono infruttuose. Di là a poche settimane, non vi era principe d'Asia il quale non ne fosse informato.

—Voglio vedere questo naso!—esclamò il Re di Citrulia, appena letto il dispaccio del suo ambasciatore. E così parlando trasmise il foglio al suo primo ministro.

Il dispaccio era così concepito:

«Sire!

«Finalmente ci venne dato scoprire e siamo in grado di comunicare alla maestà vostra l'origine e la causa persistente della grave perturbazione di spirito avvenuta da pochi mesi nel re dei Panami. Questa perturbazione, che potrebbe o tosto o tardi dar luogo a seriissime complicazioni politiche e produrre delle inaspettate tensioni nei rapporti dei diversi stati dell'Asia e dell'universo, ripete la sua ragione dal... naso del re. Salvo dunque il rispetto che io debbo ad una sacra e reale maestà, io mi tengo in obbligo d'informare il mio augusto sovrano e signore che il suddetto naso di re Piperio, per quali cause si ignora, ha preso in sul cadere dello scorso anno uno sviluppo così straordinario, da produrre il più vivo allarme nell'intero corpo diplomatico qui residente. L'altra sera, alla festa da ballo della baronessa Golasecca, ho inteso colle due mie orecchie l'ambasciatore di Noce Moscata esternare a tale soggetto delle opinioni molto avventate. Per mia parte non credo arrischiar troppo asserendo che quel naso è gravido di avvenimenti. Non tacerò alla maestà vostra che io non ho mancato, com'era debito mio, di ideare i più ingegnosi stratagemmi per avere accesso al sovrano onde verificare co' miei propri occhi il singolare fenomeno. Tutte le mie pratiche riuscirono fino ad ora infruttuose. Il cameriere intimo del re, corrotto dal mio oro, mi assicurava l'altro ieri che il naso del suo augusto signore già sorpassa i due metri di lunghezza. Spero fra pochi giorni con nuovo sacrifizio di denaro, aver in mano la misura precisa, e in tal caso non mancherò di spedirla alla maestà vostra aggiungendo quelle altre informazioni di dettaglio, che naturalmente debbono interessarla. Profitto dell'incidente per insistere presso vostra maestà acciò si degni accordarmi un piccolo aumento di fondi segreti—mi pare che le circostanze lo esigano. Qualora tanto ottenessi dalla vostra grazia sovrana, io confido di indurre al più presto il già menzionato corruttibile cameriere a rilevare con cera o con gesso i contorni di questo naso eccezionale, che forse è già prossimo a partorire... qualche cosa di inaspettato».