Ma il re non ebbe tempo di compiere la frase, perocchè il ministro, che aveva preparato il suo gran colpo di effetto, fece alzare le cortine di seta che dividevano la sala dal vestibolo—e uno strano spettacolo si presentò agli sguardi del principe.

Erano uomini? Erano rinoceronti? Erano elefanti? Ciò di cui nessuno avrebbe potuto dubitare gli è che fossero nasi.—Quando il ministro Canella gli ebbe fatti avanzare, allora soltanto il re Piperio fu in grado di accertarsi ch'erano propriamente individui della specie umana.

—Sire! ripigliò il ministro colla serena pacatezza di chi pregusta il trionfo di un'abile strategia—eccovi dinanzi i ventiquattro nasi più badiali e meravigliosi che mai si vedessero al mondo. Sono un prodotto delle nostre provincie e c'è d'andarne orgogliosi. Innanzi l'arrivo del re dei Citrulli, ne troveremo parecchie centinaia del medesimo conio e forse anco più massicci—Vostra maestà comincia adesso a comprendere qualche cosa del mio sistema di incrociamento?

Il re pareva assorto in un'estasi di contemplazione, e non dava risposta.—Frattanto i ventiquattro nasi, sotto il comando del loro capitano, eseguivano delle evoluzioni bizzarrissime per le quali tratto tratto veniva intercettata la luce delle finestre.

La regina entrò nella sala inosservata.

La vista di quei nasi inverosimili parve affascinarla.—Stette.... guardò.... ammirò.... fu sul punto di cadere in deliquio.—Poi, volgendosi improvvisamente al marito tuttora assorto nello strano spettacolo.—Piperino mio! gli disse con amabile civetteria—se all'arrivo del re di Citrulia non trovi la maniera di allungarti quattro dita quel tuo gramo nasicciuolo da miccio, in verità vorrai farmi una bella figura fra queste cappe da camino che manovrano nella tua corte.

Il re comprese, o parve comprendere—Si guardò il naso in uno specchio, e il suo regale sorriso parve esprimere due sentimenti controversi di soddisfazione e di vergogna.

—Ebbene?—domandò il ministro alquanto umiliato e perplesso.

Incrociamo! rispose il Re—ciò che più preme pel momento è che il re dei Citrulli non rida al naso di re Piperio.