E già quattro o cinque soldati avevano snudate le daghe, e stavano per lanciarsi all'assalto dell'augusta proboscide, quando un personaggio ben noto alla corte, voglio dire il ministro Canella, intervenne in buon punto ad impedire il nasicidio.
—Sire! gridò il ministro, interponendo la sua tunica fra le daghe dei soldati e la punta del naso regale—io vi ho pur detto che nel caso vostro non si presentavano che due soluzioni possibili: o tagliare... o incrociare.—La regina e tutte le persone a voi più affezionate propendono all'incrociamento piuttosto che al taglio—dunque... incrociamo!
Chi vuol farsi ascoltare, procuri di non farsi capire—il sistema è altrettanto facile che sicuro; e l'astuto Canella n'ebbe una prova luminosa in quel solenne momento.
Il re, dopo breve silenzio e coll'aria di chi tutto comprende, si volse al Ministro,—Ebbene? Quali effetti speri tu ottenere da codesto incrociamento?... Il re di Citrulia si avanza... Con quali intenzioni egli muove a visitarmi tu lo sai... tutti lo sanno...
—Sire! interruppe il Ministro—prima che io vi riveli il mio stratagemma, è necessario che voi rispondiate ad una mia domanda un po' ardita...
—Parla!... ti autorizzo...
—Sapete voi dirmi esattamente quale risulti la lunghezza del vostro augustissimo naso, misurandolo colla mano dalla radice alla punta?
—Mezzo palmo nè più nè meno—rispose l'infelice monarca abbassando gli occhi e arrossendo come una fanciulla al confessionale.
—Ebbene, rispose il ministro con accento di trionfo.—col mio sistema di incrociamento noi otterremo che, al solo vedervi, il re, la regina di Citrulia e tutte le persone del loro seguito rimangano con un palmo di naso.
—Un palmo!... Ah!... se ciò avvenisse... ti giuro, mio ottimo Canella, che io creerò per te un nuovo ordine equestre...