Questa sentenza, proferita con accento solenne, era partita dalla soglia del salottino.
Tutti gli occhi si volsero da quel lato.
Un nuovo personaggio dall'aspetto maestoso, avvolto in una zimarra nera filettata di seta rossiccia, con una croce d'oro pendente sul petto, infine… (affrettiamoci a presentarlo) monsignor De-Guttinga, vescovo di Rosinburgo, era apparso sulla soglia.
Questa nuova sorpresa, dopo le tante che si eran succedute in quella casa da mezzanotte al mattino, non produsse negli astanti lo stupore che il degno prelato si attendeva. Le grandi commozioni si elidono.
—Per snodare le gambe, riprese il vescovo colla sua voce rotonda e pastosa da prelato soddisfatto, son sceso dalla carrozza all'ingresso del paese ed ho proseguito a piedi fino al vostro tetto. Nella mia lunga carriera ecclesiastica mi son preso parecchie volte questa licenza tollerata dai canoni, onde evitare le dimostrazioni chiassose e le cerimonie stucchevoli; ma giammai mi è accaduto di sorprendere un parroco, un coadiutore ed un sagrestano, che in una giornata di grande solennità, al momento in cui la chiesa reclama più urgentemente i loro uffici, stessero raccolti in un salotto a deliberare sui mezzi di sottrarre un neonato alla vista del loro vescovo. Don Calendario!!! attendo una spiegazione!!!
L'onesto parroco, di tal guisa interpellato, senza ostentazione, colla franchezza dell'uomo incolpevole, espose in brevi parole i fatti che noi sappiamo.
—La notte scorsa, mentre imperversava l'uragano, una signora venne a chieder ricetto…
—L'esordio è romanzesco, e mi interessa vivamente.
—Noi l'abbiamo ricoverata, le abbiamo prestato i nostri abiti, le abbiam permesso di passare la notte in questo salottino.
—Fin qui non trovo argomento di censura.