—Ebbene, sia pure! Ammettiamo che io abbia intascato il denaro…
—Ve ne prego, visconte; smettete quel tono di ironia, e ascoltatemi seriamente, poiché io vi parlo colla maggiore serietà. No, non è più tempo di esitazioni e di reticenze. Dopo le prove di lealtà che mi avete dato, io debbo essere altrettanto leale con voi; dunque, vi dirò tutto. Immagino che a voi sia noto il funesto caso, che ora fanno diciott'anni all'incirca, venne a contristare la nostra casa reale, portando un sì fiero colpo nell'animo già profondamente turbato del nostro buon re Finimondo…
—A quell'epoca io aveva appena compiuti i cinque anni, ma leggevo assiduamente i giornali del mio partito, e ricordo tutti i particolari di quell'infausto avvenimento.
—Un ignoto, probabilmente affigliato alla abbominevole setta dei nihilisti, trafugò col favor delle tenebre l'unico rampollo, l'unico ed ultimo rampollo della stirpe reale, un caro bambinello di due anni, sul quale si appoggiavano tutte le speranze della corona. Colla morte di quell'infante, l'antica dinastia dei Finimondo minacciava di estinguersi.
—Il mondo non sarebbe finito per questo; ma un tale avvenimento, ne convengo, poteva produrre delle conseguenze assai gravi. È noto, che in seguito alla disparizione dell'augusto bimbo, lo sventurato Finimondo prese a dimagrare sifattamente, da meritarsi il soprannome di Re-Scheletro.
—Strane contraddizioni della sorte! esclamò la contessa con aria di mistero; qualche volta si diventa scheletri sul trono, e si esubera di pinguedine dentro una tana da zingaro! Se io vi dicessi, proseguì la contessa dopo breve pausa e abbassando di tre toni la voce; se io vi dicessi che Boom-bom-bom, l'uom più grasso del mondo, È figliuolo dal Re Finimondo?…
—Vi farei osservare, rispose il visconte col suo risolino da scettico, che una rima sonora non può sempre valere come argomento di prova per convalidare l'asserzione di un fatto inverosimile.
—Se aggiungessi che il sicario incaricato di uccidere l'infante, avendo riscontrato in esso dei tratti di somiglianza con una sua bambina morta due anni prima, preso da tenerezza irresistibile, si trattenne dal vibrare il colpo?
—Siffatti episodii di tenerezza estemporanea, prodotta dalla somiglianza dei volti, so che fecero ottima prova in parecchie centinaia di romanzi e di drammi, ma non trovano riscontro nella storia.
—Ciò che noi vediamo coi nostri occhi, ciò che noi raccogliamo colle nostre orecchie, sarebbe dunque, domandò la contessa con dispetto, meno attendibile delle grosse panzane spacciate dai così detti libri storici? Quando io vi abbia rivelato che il sicario stipendiato dai nihilisti era quello stesso Zabakadak che spirava la scorsa notte nelle mie braccia all'albergo del Papagallo.