—Eccomi agli ordini vostri!
—Voi siete un gentiluomo modello! esclamò la dama coll'accento della ammirazione più enfatica; e in presenza di tanta abnegazione, di tanto eroismo, quasi mi sento umiliata di avere con tanta precipitazione accettato le vostre profferte.
—Signora, interruppe il visconte con voce rotta dai brividi, la notte incalza, il bosco è freddo, il letto punge, le lenzuola non sanno di bucato; convien dunque avvisare subito ai mezzi per trarci entrambi di imbarazzo. Montate sul mio cavallo e partite! In meno di un quarto d'ora sarete alle porte di Borgoflores. Nelle tasche del mio soprabito che indossate, v'è un portafoglio abbastanza colmo di banconote. Con quel denaro voi potrete, appena giunta a Borgoflores, procacciarvi un abbigliamento conveniente al vostro sesso. Appena ve ne sarete provveduta, voi non indugerete a rimandarmi i miei abiti a mezzo di persona fidata. Dalla sella del mio cavallo pendono due rivoltelle. Una per me, l'altra per voi. Va bene così?… Mi occorrerebbe ancora, per ingannare il tempo alla meglio, un buon sigaro di avana…. Nelle taschette del mio soprabito ne troverete di eccellenti… Favorite!… Mille grazie… Ora, non più indugi! Salite a cavallo, e partite di galoppo… Cioè… aspettate!… Sarei io troppo indiscreto, o signora, se osassi, prima che ve ne andiate, di informarmi del vostro nome?
—Eccovi la mia carta di visita… Oh! la smemorata…! Cercava la mia carta nelle tasche del vostro soprabito… Ebbene: io mi chiamo Anna Maria contessa di Karolystria.
Il visconte diede un balzo che proiettò sulla contessa una mitragliata di foglie.
—Avete pratica della cittadella di Borgoflores? domandò egli con qualche ansietà.
—Ci vado per la prima volta, signore.
—Ebbene, smontate all'albergo della Maga rossa. Spero fra un'ora di raggiungervi, e di ridere un poco con voi della strana ventura che mi ha procacciato l'onore di conoscere… personalmente una signora, la cui fama era già pervenuta a me sulle ali della pubblica ammirazione.
Di là a pochi istanti, perfettamente abbigliata e più che mai seducente sotto le flessuosità dell'abito virile, la contessa galoppava a briglia sciolta verso la cittadella.