Rob.—Non dubitare... Se laggiù faremo fortuna, fra dieci o dodici anni torneremo in patria. Quando si posseggono dei milioni, si può anche adagiarsi nei paesi corrotti dal despotismo.

(entrano nella locanda)

SCENA III.

Clementina.

(Uscendo dalla locanda, si incontra con Roberto e Deianira e si inchina) Dei forastieri!... Eppure il convoglio non è ancor giunto!... Come sono lunghe queste giornate!... Tutte le mattine mi alzo colla speranza chʼegli abbia a tornare, e tutte le sere mi corico collʼamarezza del disinganno... (traendo una lettera) Eppure, nella sua ultima lettera... Vediamo (leggendo) «Fra pochi giorni, mercè il denaro che mi hai spedito, io verrò ad abbracciarti, o mio buon angelo. La convalescenza fu lunga, ma sento dʼaver quasi ricuperate le forze, se pur non mi illude lʼardente desiderio di rivederti, di abbracciarti, di esprimerti a voce la mia gratitudine... e qualche altra cosa...» Qualche altra cosa...!... Che vorrà dire!... Ah! queste parole mi ravvivano il cuore!....

SCENA IV.

Giacinto, Clementina.

Giac. (osservando) Una donna... una bella fanciulla....

Clem.—Qualcuno... (volgendosi) Giacinto!....

Giac.—Clementina! (abbracciandola con spigliatezza) La mia bella... la mia cara... la mia adorata cuginetta....