In carcere il tapino
Fu trattenuto un mese;
Quindi, lasciò Torino,
Tornò nel suo päese,
Dove il volere altrui
Fu tanto avverso a lui,
Che, stanco di soffrire,
Gridò: voglio morire!

Ai gridi disperati
Fortuna non è sorda;
Tra ferri e cenci usati
Trovò un chiodo e una corda;
Confisse a un muro il chiodo,
Fece alla corda un nodo,
Pose nel cappio il collo,
E diè lʼestremo crollo.

Così dal mondo è uscito
Il povero Tommaso;
E forse egli è partito
Convinto e persuaso
Che quandʼun, per disfarsi
Dai guai, vuole appiccarsi,
Non sempre, ma però
Qualche volta lo può.


INDICE


Parte IaLʼarte di far debiti.
Ragione dellʼoperaPag.[1]
Cap.I. Massime generali»[7]
»II. Delle disposizioni naturali del puffista»[12]
»III. La Vittima»[19]
»IV. La corda sensibile»[43]
»V. Dellʼordine del puff»[49]
»VI. Del prestito»[58]
»VII. Dei Creditori»[66]
»Ultimo»[78]
Note di Zeffirino Bindolo»[81]
Parte IIaTutti ladri (commedia).
Avvertimento dellʼautorePag.[105]
Personaggi»[111]
Atto primo»[113]
Atto secondo»[142]
Atto terzo»[179]
Parte IIIaVolere è potere (novella).
Volere è poterePag.[205]