Lʼassassino vedendo quellʼoro, spiccò due salti dalla consolazione e corse via che pareva invasato. Dopo ciò, pagai lautamente i bromisti e salii col corteggio delle mie valigie, agli appartamenti superiori. In quel momento un organetto era venuto a fermarsi sotto le finestre dellʼalbergo. Mi affacciai ai balcone, e gettando un marengo nel piattello del suonatore—io vi prego dʼaller vous en!... gli gridai dallʼalto,—domani si tornar, altro donar!....
Quel povero suonatore, che forse nella giornata non avea raccolto un quattrino, si fece allora a ringraziarmi con tali parole e tali gesti, che la gente si agglomerò nella via—e, chi è? chi non è? donde è venuto?—in meno di quattro ore io divenni il soggetto di tutte le conversazioni di Firenze. Quel marengo gettato al suonatore mi valse la gloria di avere, in due mesi, piantato nella futura capitale del Regno un puff di quarantacinque mila lire pochi centesimi.
CAPITOLO VI.
Del prestito.
Ma lʼarte di scegliersi lʼappartamento difficilmente si insegna. È unʼarte di ispirazione, è uno di quegli istinti ammirabili, che il supremo creatore dellʼuniverso ha concesso ai pochi chiamati.
E qui mi conviene avvertire il piccolo puffista, il puffista di secondo e di terzo ordine, che lʼappartamento, quando non non richiegga una spesa straordinaria (nel qual caso solamente è permesso puffarlo), vuoi essere qualche volta pagato scrupolosamente.—Pagare lʼaffitto di casa con puntualità e sollecitudine, è misura finanziaria della massima importanza per chi vuoi puffare con sicurezza di causa. Con tale misura conquisterete un eccellente alleato per le vostre imprese puffistiche—questo alleato sarà il vostro padrone di casa, a cui si unirà validamente il vostro portinajo, se saprete conciliarvelo con delle mancie generose....
Ma ecco qualcuno sorge a dire: come si si fa quando non si hanno denari, a sostenere queste grandi spese di impianto? Come si pagano i viaggi? il trasporto dei bagagli? gli affitti? le mancie?
Sicuro che del denaro, o poco o molto, bisogna farne circolare; e quandʼuno non ne ha di proprio, deve necessariamente procacciarsene attingendo alla borsa degli altri.